“Ragazze di twitter”, perfette e sconosciute, oggi #parlodite
Occorre fare una premessa. E’ sabato e da una settimana sono in casa, in confinamento preventivo nella nostra camera matrimoniale, esco solo per andare in bagno. È una vita molto ripetitiva ma per fortuna sono senza sintomi; la mia collega di stanza in ufficio, che invece purtroppo il Covid se l’è beccato, sembra non avermi trasmesso il virus e lunedì mattina posso tornare al lavoro. In questi giorni per passare il tempo in un modo nuovo ho deciso di rimettermi a curiosare su Twitter, cosa che non facevo da anni. Un commento dopo l'altro, un cuoricino e un retweet dopo l'altro sono entrato quasi senza rendermene conto, ma con grande divertimento e piacere, nel giro dei tant* follower che seguono quelle che proprio una di loro una volta ha chiamato “le ragazze di Twitter”.
In generale mi sono interessato a quelle donne che usano Twitter per raccontare di sé, del loro rapporto con gli uomini, delle loro difficoltà quotidiane, dei propri desideri o delle aspirazioni; sempre con ironia e originalità e senza tabù. Donne che esprimono il loro punto di vista sul presente, che non hanno paura di sfidare gli stereotipi e che amano aprire delle conversazioni, su tutti i temi che riguardano la relazione di coppia. Oppure si raccontano, chiedono consiglio, esprimono il loro vissuto, raccontano in diretta i momenti delle loro giornate, scherzano o si sfogano. E ce ne sono di sentimentali, di cervellotiche, di caustiche, spesso ironiche e provocatorie, e sono quelle che attirano di più la mia curiosità. Twittano fra di loro, ma soprattutto coinvolgono e provocano gli uomini che le seguono, delle volte anche molto numerosi e spesso pronti a rispondere ad ognuno dei loro tweet, in ogni momento della giornata.
A me interessa seguire varie tipologie. Sicuramente sono incuriosito da quelle che esibiscono il loro corpo e più in generale propongono un'immagine di sé in maniera sempre diversa e con lo sforzo di essere attraenti ma originali, senza scadere nella pornografia. In realtà il momento del tweet con la foto di un selfie più o meno costruito è una caratteristica che attraversa molte delle TL che seguo. C'è chi ci gioca in maniera più diretta e chi più semplicemente cambia spesso la foto del profilo. Assecondando queste scelte il sistema propone di seguire anche profili con le finalità di un annuncio erotico, ma basta un in un attimo controllare le foto, la presenza di un tweet fissato o il numero e il novero di chi segue questi profili. Se tra i follower ci sono altre “ragazze” di quelle che a me interessano allora mi fido e aggiungo, in caso contrario evito.
Mi interessano le scrittrici e le poetesse, le attrici, le raffinate tornitrici delle parole. Mi interesso a quelle che parlano tra loro dei mille motivi per i quali gli uomini sono detestabili e dei dieci per i quali sono necessari. C'è chi si confida, chi si racconta con grazia e leggerezza e chi ha costruito un racconto di pura fantasia, fatto di amanti impossibili e storie dolorose, anche semplicemente per per giocare con il suo seguito. Adoro le vertiginose persecutrici del nonsense, dell'assurdo, dell'aforisma perfetto del mai detto e del mai scritto così bene. Oppure le perfide, le cattive, le implacabili che dimostrano intelligenza e sicurezza in sé stesse. quelle che ridicolizzano con eleganza e mettono allo scoperto i nostri difetti, le stereotipate inadeguatezze dell'approccio maschile a loro universo. Seguendo questo tipo di interesse ho continuato ad aggiungere e a seguire; e quale soddisfazione quando da alcune di loro sono stato a mia volta di ri-seguito.
Sono passato di fiore in fiore, provando a cogliere le mille sfumature della personalità delle mie seguite. Veramente posso dire che dopo una settimana l'algoritmo della piattaforma unito al caso e al mio gusto mi sta riservando sempre nuove scoperte e contenuti preziosi. Avevo e ho infatti molto chiaro quale sia il mio target in fatto di argomenti e di spunti di conversazione. Non mi interessano quelle che parlano esclusivamente di politica o di moda, di cucina, alimentazione o che si confrontano su salute o sulla gestione della casa. Non mi interessa il gossip televisivo o il cicaleccio dedicato ai personaggi famosi o alle coppie eccellenti. Aborro le conversazioni sullo sport. Cerco di evitare utenti che parlano di cose magari interessanti ma troppo di nicchia. Preferisco seguire influencer che hanno meno di 10.000 follower e pur essendo molto interessante il tema del viaggio in questo momento ho provato a metterlo da parte.
Sono tante e molto interessanti e diverse fra loro le sfumature con cui le donne liberamente si esprimono e manifestano i loro pensieri su Twitter. Io in questi giorni avrò aggiunto al massimo un centinaio di profili e questo articolo della serie #parlodite intende essere un sincero ringraziamento e un omaggio a tutte loro. Perché per essere in grado di stare al loro passo, qualsiasi sia lo stile e l'uso che fanno della rete, ho dovuto sforzarmi di ascoltare prima di intervenire, di leggere una conversazione per non twittare fuori tema. Ho esercitato la preziosa arte della limatura e della concisione, sante protettrici di tutti gli aspiranti scrittori. Mi sono obbligato a non essere mai ovvio, noioso, pedante, anche se non sempre ci sono riuscito. Lo sguardo severo di alcune di loro, raffinate cesellatrice della parola e del significato, tante volte mi ha impedito di essere trito, di eccedere o di strafare. In questo certo che ha aiutato la misura contenuto dello spazio di espressione, ma è stato soprattutto il pensare che quella frase, quel giro di parole, quella trovata erano destinate ad ognuno di loro singolarmente, ogni volta ad una diversa dall'altra, ad una specifica persona con uno stile, un approccio, una sensibilità. Sono consapevole di essermi rivolto a delle perfette sconosciute ma molto esigenti in fatto di uomini e di parole sempre alla ricerca appunto della perfezione o perlomeno dell'espressione più adatta e ficcante, giustamente intransigenti con chi manca loro di rispetto.
Quindi ecco che concludo il mio omaggio e il mio grazie, perché ho imparato che la cosa più importante, dialogando con le donne in rete, non è poi così diversa da quello che richiede la convivenza in generale. Ci vogliono rispetto, educazione e una carica costante di empatia, di apertura e di disponibilità ad interessarsi degli altri.
