Hortus conclusus
Nel mio giardino ci sono solo io.
Nel mio giardino è sempre il mese di ottobre,
è una splendida giornata di ottobre,
sono le ore undici del mattino
e c’è il sole.
Nel mio giardino sono sempre le undici del mattino
e c’è sempre il sole.
Sono seduto davanti al tavolino
e ho appena fatto colazione.
Anzi sono comodamente seduto,
senza nessuna, nessunissima, nessunissimissima
emozione.
Ci tengo a precisare che il tavolino
non è né troppo vicino
e nemmeno troppo distante,
e che quindi io potrei tranquillamente
alzarmi.
Ma non mi alzo proprio per niente,
e, anzi, rimango seduto
comodo comodo, senza fare nulla.
Sul mio tavolino posa un cesto di frutta.
Sono pesche, susine, mele e banane
ma il tempo non le marcisce
la notte non le scolora
perché la frutta nel mio cestino
è tutta di marzapane.
La grande tazza che fuma
domani continuerà a fumare,
l’aroma del te si spande
verso i limoni in vaso
fra le fronde dei lecci
verso le siepi di alloro
e verso altre piante verdi
i cui nomi io quasi del tutto ignoro.
Intorno al mio giardino
non ci sono strade,
non ci sono case
autostrade, svincoli, parcheggi, rotonde
rumori.
Fuori del mio giardino
c’è soltanto il bosco,
uno spazio esteso
che io non conosco.
E il bosco è su di un’isola
e l’isola non è dentro al mare
ma in un lago
quietissimo e profondo.
Intorno al mio giardino
non ci sono rumori,
ma dentro al mio giardino
non ci sono i fiori.
Privatissimo è il mio giardino
e conchiuso,
al riparo da ogni abuso
edilizio.
Luogo del silenzio, della contemplazione
della noia, della cerimoniosità personale
e del vizio.
Spazio dove è possibile pensare
anzi dove ormai niente più altro,
in questa senza vento e solare
mattinata di ottobre,
proprio niente più altro
mi rimane da fare.
Sul mio tavolino posa un cesto di frutta.
Sono pesche, susine, mele e banane
ma il tempo non le marcisce
la morte non le scolora
perché la frutta nel mio cestino
è tutta di marzapane.
anzi dove ormai niente più altro,
in questa senza vento e solare
mattinata di ottobre,
proprio niente più altro
mi rimane da fare.
Sul mio tavolino posa un cesto di frutta.
Sono pesche, susine, mele e banane
ma il tempo non le marcisce
la morte non le scolora
perché la frutta nel mio cestino
è tutta di marzapane.
[ 15.10.2003 ]
