#sbs Il binocolo del nonno Walter
Quando la mattina presto dell’undici settembre del 1943 Walter decise di provare a scavalcare quel muro, il fatto non fu la conseguenza del caso, ma di un lungo, lunghissimo e ponderato ragionamento.
Fino dalla sera prima, all’ora che il sole cala su l'infinita pianura, aveva deciso che domani prestissimo sarebbe stato il momento giusto per fuggire. Darsi alla macchia poteva essere l'unica via di salvezza per sottrarsi ai tedeschi. Era ancora il buio della notte e la luna era quasi una falce. Walter scese dalla sua branda e mentre tutti dormivano uscì dalla porta di dietro della baracca, prese la scala di legno dalla rimessa, cercando di non fare nessun rumore, l'appoggiò nell'angolo più buio e distante del muro di cinta e prese a salire uno scalino alla volta. Arrivato sul ciglio ci si mise a sedere e guardò in basso nel buio quel cumulo di paglia secca, se stava sempre lì dove lo aveva visto di giorno, facendo il giro di ronda esterno.
La paglia c'era ancora, la paura anche. Nessuno l'aveva visto e sentito. Prima di buttarsi sospirò, diede uno sguardo all'orizzonte, dove le poche luci di Modena sotto il coprifuoco spiccavano sul finire della notte nera, si sistemò alla meglio il binocolo, pensò un attimo a tutta la sua vita futura e saltò giù.
[ Diario VII - 7 gennaio 2018 ]
