Metti una sera a cena
[ Ecco l'estratto da un racconto che forse non finirò mai ]
Sono ancora sposato e nel sogno con mia moglie una sera andiamo a cena a casa di Carla e Giovanni, che non c’entra nulla con la foto che mi ha mostrato Carla. Nella mia fantasia onirica è una via di mezzo fra Favino e il Tozzi, il personal trainer della palestra Universo, perché è stranamente vestito in tuta, pur essendo la sera del suo compleanno. Ci accoglie all’ingresso di casa e riconosco l’ingresso con le scale che è quello di casa della Lisa. Giovanni con la faccia del Tozzi ha una stretta di mano vigorosa e sorride, ma un leggero rivolo di sudore gli scorre lungo le tempie, bacia mia moglie come una vecchia amica e ci fa accomodare e togliere i cappotti. Carla invece è elegantissima, vestita di rosso con un abito lungo poco sotto le ginocchia, calze color pelle e tacchi vistosi lucidi e bianchi, porta degli occhiali di quelli senza montatura ed è truccata con leggerezza ma le sue labbra smaglianti sono con un rossetto brillantissimo. Tutto ruota intorno a lei. La mia attenzione si concentra sulle sue spalle nude, sul filo di perle intorno al collo e sui suoi denti, mentre sorride, comincia a parlare con mia moglie e ci fa sedere sul divano. Carla è splendida e mentre la guardo accavallare le gambe le sue scarpe attirano la mia attenzione, penso che scoparla da dietro lasciandogli solo i suoi meravigliosi tacchi lucenti deve essere un’esperienza sontuosa, indimenticabile.
Sento nettamente che l’erezione mi monta da subito, vigorosa e mentre accarezzo il velluto del divano sento le mie dita scorrere lungo le sue calze. Si attenua il suono del chiacchiericcio che nella mia mente diventa il suo respiro lento e profondo. Devo assolutamente sfiorare la sua schiena nuda e …[ potrebbe essere che il contenuto del sogno viene raccontato in un messaggio inviato dalla voce narrante a Carla, come segue ]
Devo solo trovare un pretesto per restare solo con te, allora ti accompagno in cucina mentre tuo marito prepara il barbecue e chiacchiera con mia moglie. Tu sorridi e appoggiata al bancone, mi guardi girando la testa indietro e sollevi appena la gonna, fino a scoprire la fine delle calze. Il reggicalze mi eccita da pazzi e mi avvicino da dietro. Mi mostri sul ripiano il dolce di frutta, con ciliegie mirtilli e fragole lucide e caramellate e con la scusa di guardalo mi accosto a te, ti sollevo la gonna.
So di avere poco tempo ma le mie dita viaggiano avide, risalgo le gambe, ti scalzo le mutandine e mentre con la mano sinistra rubo un fragolone dalla guarnizione, con l'indice e il medio dell'altra mano ti stuzzico prima e poi ti infilo deciso. Affondo e lecco, mordo la fragola e tu sorridi e mi sussurri 'così .. continua'. Entrambi gettiamo uno sguardo verso la stanza di là, dove stanno gli altri due ad armeggiare.
[ 28.4.22 ]
