#sbs Solo le donne salveranno il mondo
Il reportage "MAI ABBASTANZA-Perchè non riusciamo a piacerci così come siamo" è un lungo video reportage pubblicato sul suo canale IGTV da Sara Melotti che affronta il tema “Che cosa è veramente la bellezza femminile ?".
Ho appena finito di vederlo e mi domando quale sia la vera forza di questi poco meno di 60 minuti, in cui il primo piano di Sara e il suo accalorato raccontare si alternano a parti di testo e a veloci gallery fotografiche. Perché vale la pena di guardare e di condividere questo reportage ? Perché spero che anche solo uno dei miei follower scopra, guardi e diffonda a sua volta questo video ?
Io credo che qualcosa di molto importante si nasconda dietro la passione vera e l’emozione che Sara Melotti ci mette nel convincerci a rifiutare e a combattere la falsa immagine di bellezza femminile che ha pervaso i media tradizionali, la pubblicità e anche i social, sostenuta dal potere economico occidentale dominante. Credo che questo reportage sia un documento politico, un vero e proprio manifesto rivoluzionario.
Perché Sara non ci racconta soltanto la sua crisi privata, il suo cambio drastico di vita e non invita soltanto tutte le donne ad amarsi veramente, lasciando al proprio corpo solo l’importanza che merita. Propone a tutti, anche ai maschi, di rifiutare l’oggettificazione (cioè fondamentalmente la violenza che nel porno trova la sua origine) e la volontà di sopraffazione del loro sguardo sulle donne. Soprattutto ha raccolto da tante donne diverse, intervistate in tutte le parti del pianeta, una serie di valori che ci trasmette facendone sintesi in un nuovo paradigma estetico che vale anche come principio etico ovvero una definizione di valore su ciò che sia autenticamente il Bene. Questa è la vera natura della bellezza femminile per Sara Melotti: “Empatia, gentilezza e sicurezza in sé stesse”.
Ditemi se non suona bene come grido di battaglia anche per tutti gli appartenenti al genere umano che rifiutano e combattono l’attuale stato delle cose ? Certo che suona bene, perché questa ex famosissima fotografa di moda ha intenzioni molto serie. Vuole trasformare la condizione reale delle donne e sembra proprio che intenda farlo usando da dentro i media e le forme della comunicazione mainstream (che lei ben conosce) contro gli stessi principi del marketing che l'hanno plasmata. Non si accontenta soltanto di invitare milioni di donne in tutto il mondo a rifiutare una scala di valori estetici che le umilia e le deprime. Vuole ingaggiare una battaglia per cambiare la realtà, non soltanto per combattere le ideologie. Bene, io penso che quando non ci si accontenta di spiegare diversamente il nostro tempo, ma ci si impegna concretamente per cambiarlo, allora siamo dei veri rivoluzionari.
Mi sembra che Sara sappia bene che lo scontro è lungo e che il campo di battaglia è la Terra intera. Ha molto chiaro che in ogni lotta ci sono dei compagni di strada, degli alleati, dei falsi amici e dei nemici; e che la buona teoria deve sposarsi con la pratica efficace. Per questo ha deciso di lavorare con ONG su progetti che si sporcano le mani andando a fotografare donne molto lontane dal suo mondo precedente e impegnandosi in una ricerca azione (Quest for Beauty) che si cala davvero nei luoghi più periferici e svantaggiati del mondo. Non intende solo raccontare un punto di vista ma anche dare un contributo all’azione e vorrebbe trasformare i suoi follower in protagonisti attivi del cambiamento.
Infatti nei suoi interventi alla parte critica e demistificatoria alterna una serie di consigli pratici rivolti a chi intende liberarsi prima di tutto dalle proprie dipendenze e riconquistare un approccio più autentico con sé stesso e con la realtà. Così è nel reportage “Mai abbastanza”, ma anche nel suo altrettanto intenso (anche se più ‘costruito’) intervento al TED di Reggio Emilia del 2018.
Quindi tutti i complimenti e un grazie sincero a Sara Melotti. Prima di tutto come uomo che vorrebbe guardare alla bellezza delle donne in modo sempre più consapevole e rispettoso e che in fondo è visivamente anestetizzato da dosi ripetute e massicce di corpi di donne apparentemente perfette, talmente irraggiungibili … che alla fine non vale la pena di raggiungere. Grazie però anche come convinto mondialista, perché mi sembra davvero che il suo approccio global, il suo bilinguismo italo - inglese e la sua visione universalistica delle donne e della bellezza siano davvero quello che ci vuole per portare una ventata di novità e di speranza in questo mondo impaurito e fatto di confinamenti.
A breve uscirà il suo libro per Mondadori. Speriamo che questo post ci consenta di essere fra i primi che avranno l’onore e il piacere di leggerlo, così da poterlo commentare sempre su queste pagine.
[ 26.10.2020 ]

