Scrivendo un romanzo

Dal romanzo a cui sto lavorando

[...] Lo so che a te piace leggere, anche a me, figurati. Sono contento che la tua anima abbia avuto una reazione tale, alla mia proposta. Hai ragione però. Io sono davvero uno che adora provocare, in particolare provocare donne, anche donne che non ho mai conosciuto prima, ma con le quali magari a distanza, da sconosciuti, abbiamo trovato, per qualche assurda coincidenza, delle affinità. Tu mi hai conosciuto prima per motivi professionali, poi sono io che ti ho suggerito di contattare Carla e sono davvero sempre stato molto felice della vostra sintonia, del vostro gusto consonante, per quanto riguarda le immagini. Non ho motivo di credere che tu abbia apprezzato il suo lavoro, se non per una stima autentica delle sue capacità.

Tutte queste premesse però non mi pare che possano escludere fra noi delle sotterranee risonanze. Le anime fonde si cercano e si trovano sotto la superficie illuminata, si toccano a volte e vibrano dove l’occhio del sole non può arrivare, in certi anfratti che il piacere abita e dove germogliano i sensi.

Ti stai chiedendo se io ci sto provando con te ma lo sai tu stessa che è la domanda sbagliata. Lo sai che fra me e te il dialogo è solo là sotto che può prendere senso e dare una direzione alla realtà che ci ospita.

E mi fa sorridere davvero quando leggo “mi immagino che tu sia così abile a provocare attenzione e a lusingare, non solo le tue clienti, nonché datori di lavoro della tua consorte, ma anche donne, magari più giovani e subito disponibili, che avrai avuto modo di incontrare chissà come”. Perché sai esattamente che, dietro le quinte di questo teatrino galante, la tua anima scura mi sente molto più vicino e che la mia audacia può essere molto più ficcante della mia apparente arte di provocare e di quelle che hai chiamato “lusinghe spropositate”.

O piuttosto mi vuoi dire che non percepisci, con fastidiosa nettezza,  che le mie lodi sono solo la parte affiorante di quello che provo per te. Sono di una generazione che lusinga la bellezza solo se questa arriva a toccare la parte più sotterranea del nostro essere. Una genia di sconfitti e appartati. [...]


[30.8.23]