"Sensi ribelli" di Simona Iannini
Ho appena finito di leggere la favola di Simona Iannini con ingordigia e curiosità. Sorrido ripensando all’immagine dell’autrice che, quando era appena uscito il libro, sul suo canale Instagram, lo promuoveva verso i suoi lettori potenziali, dicendo fra l’altro che era un tascabile, che sarebbe entrato in una borsa. Insomma un libro facile da portarsi in giro, leggero, leggerissimo. Sorrido perché la lettura mi ha coinvolto a tal punto che, appena arrivato ieri mattina, a stento ho resistito una notte. Ieri notte ho interrotto la lettura solo perché .. voglio gustarmi le cose che mi piacciono. Insomma il racconto lungo “Sensi ribelli” si legge senza fiato e davvero viene in mente quello che dice Edgar Allan Poe del privilegio del racconto rispetto al romanzo. Cioè che il lettore con i racconti ha la possibilità di abbracciare meglio l’opera e di non interrompere e riprendere la lettura, come invece ci obbligano a fare i romanzi, in particolare oggi che la frenesia e il tempo frammentato rendono la fruizione del fatto estetico molto più sbriciolata.
Il tempo di Luna invece è un tempo sospeso, una presa diretta fuori dal flusso temporale di realtà, un sogno o meglio si spiega usando l’espressione francese (e tanto dello stile di certi autori francesi c’è in Simona Iannini), un rêve. Ovvero una “costruzione dell'immaginazione nello stato di veglia, destinata a sfuggire alla realtà, a soddisfare un desiderio”. Il racconto lungo, esordio dell’autrice, ci viene detto nella quarta di copertina, è come se fosse un sogno ad occhi aperti. Senza inibizioni, freni e tabu, la protagonista ci porta con gentilezza e ribelle determinazione a scoprire tutti e cinque sensi e non si fa davvero mancare nulla: dal sexting con lo sconosciuto con uso di webcam, in un sito di incontri, alla festa nel castello sul lago, dove in un momento di esaltante e consapevole esibizionismo, mette in mostra davanti a tutti una doppia penetrazione, con bacio saffico. Dal profumo di sperma al masturbarsi davanti al suo misterioso dominatore. Senza pregiudizi ci accostiamo al percorso di Luna, che non è solo una ricerca alla riscoperta dei cinque sensi, ma prima di tutto uno sdipanarsi nella mente. Nei desideri di una donna, che arrivata ai quaranta non si accontenta più. “Non era un bacio romantico o sentimentale, aveva l’essenza del dominio, della padronanza”. Come un gatto nero nella notte buia, l’anima di Luna cerca di strusciarsi a diverse immagini maschili, che sono il frutto della sua stessa mente libera.
Tra le cose che mi sono piaciute di più ci sono diverse attenzioni stilistiche, al non andare troppo nel dettaglio dei personaggi e dei luoghi. A non indugiare in descrizioni o in sfumature dei comprimari. Al centro del racconto c’è Luna, con i suoi sensi, le sue riflessioni e i suoi pensieri. Gli uomini e le donne sono alla fine poco più che proiezioni di un sé profondo di lussurie e libidini da appagare, senza limiti. Poi ho trovato, nella lingua pulita e modernissima e nello stile di Simona echi di certi autori italiani come Cassola e Bontempelli, e, citando autori stranieri (al di fuori della letteratura di genere), alcune ambientazioni mi hanno fatto pensare a un autore del tutto diverso, ma che certo ha lavorato molto al lucido confronto con la sua fantasia, come Robert Walser. Insomma, per chi sia interessato ad un immaginario feminile libero e senza stereotipi sociali, la lettura è senza dubbio consigliata. Luna ci dice con chiarezza che non ha paura di regalarsi la possibilità di vivere i suoi sensi ribelli, di “vivere il presente riuscendo a vincere l’ignoto” e riesce alla fine senza dubbio a “portare alla luce ciò che era al buio”, come si era ripromessa al suo risveglio.
Altre questioni sono da capire e da approfondire meglio. Come mai certi passaggi non possano essere definiti pornografia, ma bensì erotismo? Ad esempio quando leggiamo “avevo la cappella del pene di Matteo in bocca e roteavo la lingua su di essa leccando quella carne calda”, che non mi scandalizzano. Però mi sembra che se si tratta di mostrare, Luna mostri tutto, molto precisamente. O ancora che cosa sia il rapporto di dominanza o la presenza di un vero uomo per la protagonista, che raccontando di un rapporto con quello che poi si rivela un fantasma, certo si riesce a costruire un maschio con tutti gli attributi fisici, estetici e caratteriali, come Dio comanda.
Ma credo che Simona Iannini ci regalerà altre opere e che la sua creatività e fantasia ci coinvolgeranno ancora in modo avvincente, come ha fatto con “Sensi ribelli”.
