Frammenti di vite
Ho letto con piacere “Con i fari negli occhi”, il primo romanzo di Shada P. Conley, pubblicato nel 2021 da Vocali Editrice, un piccolo editore di Portici. Lo stesso editore che ha curato (parola forse, qui, non del tutto appropriata, visto che nel volume ci sono ripetuti svarioni di impaginazione) la stampa anche del secondo e del terzo lavoro della Conley. L’autrice è del tutto dentro la lingua italiana, senza che quasi mai traspaia il suo vivere al sud, ma certamente si avvantaggia del suo inglese, seconda lingua di famiglia. Avevo già letto il secondo “Tralli e té freddo”, mentre è appena uscito “Di sotto” (lo potete trovare qui), che sono certo non tradirà le mie attese.
Shada scrive e costruisce il testo in modo scandito e direi quasi implacabile. La divisione in brevi capitoli numerati aiuta, perché facilita il lettore di questi tempi in cui la lettura è spesso un momento rubato. Lo stile curato e l’attenzione alla costruzione dei personaggi è percepibile e molto sorvegliata. La scrittura è precisa e il fraseggio incisivo. I dialoghi sono ben inseriti e naturali.
Però, attenzione, la forza e la passione di una donna, madre e moglie, ci sono, eccome. Se lo stile è luminoso e gentile, ciò non vuol dire che nelle varie sfaccettature del suo sé, che l’autrice mette in Sara, la protagonista, e nelle altre donne di questo libro, la forte Sofia, la fragile Serena, in Paola (ma ci sono anche le madri e le figlie) non ci siano le ansie, le fragilità e il lati bui di donne (e di uomini) del nostro presente. In “Con i fari negli occhi” anche i maschi portano addosso tutte le loro storie e le loro ansie e drammi. E nel rintracciare e tratteggiare le vicende del passato, le origini biografiche dei caratteri, la scrittrice ha una precisione e una chiarezza di tocco che a volte mi ha lasciato ammirato. In case e ambienti che sono quasi mai descritti (forse questo è l’unico punto dove invece mi aspetto altro nelle prossime opere della Conley) le vite si alternano e si intrecciano. Nel passaggio da una situazione all’altra, nel taglio dei capitoli, e in una città che sembra Roma o una città del sud (ma che è attentamente tenuta sullo sfondo) io mi sono abituato ad una narrazione frammentata e quasi frantumata, nella quale ci si ammanta, come in un abito leggero ed elegante. Anche i passaggi più forti o sensuali sono inseriti con ricchezza espressiva e gusto.
Mi fermo qui, perché andare oltre vorrebbe dire anticipare al lettore e questo non è nelle mie intenzioni. Lettura consigliatissima. Alla prossima.
