Il magico mondo di Shada
Che cosa rende un libro unico? L’impronta che lascia dentro ognuno dei suoi lettori, come un’eco che non si spenge e riverbera su altri libri, su altre storie e su altri autori.
“Di Sotto” di Shada P. Conley è una delle esperienze di lettura più potenti e liriche e leggere (come Calvino intendeva la leggerezza) che ho avuto la fortuna di fare negli ultimi anni. Avete letto bene, ‘anni’. E se guardo la pila dei libri letti negli ultimi tempi, ecco, non sono proprio pochissimi.
L’autrice ci porta per mano in un suo mondo, personalissimo e che tiene pienamente sotto controllo, che in dei momenti è possibile definire come magico, geometrico. Oserei dire quasi perfetto. Lo fa con attenzione ma senza peso, gestendo una scrittura molto densa, ma mai oppressiva e dove tutto viene ammantato in una lingua piana, cristallina e a tratti antica. Il protagonista che è al centro dell’attenzione, sotto la lente di ingrandimento, è Luigi, un ragazzino, che vive in un condominio di una non meglio definita periferia del sud, con la madre, che è fuggita con il figlio da una storia di vessazione e di soprusi, da un’altra parte d’Italia, da un quartiere della capitale. L’italiano viene alternato al romanesco delle parole dette dalla madre, e all’inizio, fino dalle prime pagine, anche per la crudezza di certe descrizioni degli ambienti, mi sono venuti mente Pasolini e la Morante.
Però già al primo terzo del libro è chiaro che il mondo onirico e il modo di raccontare i vari personaggi fanno spostare la sensibilità del lettore più su altri autori (a me è venuto in mente Bulgakov) e a certe suggestioni cinematografiche, da Tim Burton a Christopher Nolan, al Peter Weir di The Truman Show o al Il favoloso mondo di Amélie.
Le descrizioni degli ambienti sono precise ma sempre evocative. La narrazione onniscente e l’inserto sapiente dei flashback, l’alternarsi veloce dei capitoli e il costante focus sul ragazzo, tengono unita la narrazione e fanno di questo, che potrebbe essere incasellato nella categoria del ‘bildungsroman’, del romanzo di formazione, un’opera che stacca nettamente i primi due libri di Shada, per forza e per ambizione, per qualità.
Non posso e non voglio addentrarmi nella storia, anche per non svelare nulla, ma ci tengo a dire che “Di sotto” è molto di più, le sue armoniche si riverberano sull’immaginazione del lettore che ama spaziare e non si pone limiti. Il romanzo è anche un’opera che può avere un valore terapeutico, per chi affronta o ha affrontato la depressione, ma, leggendola non ho mai percepito niente di didascalico o moralista.
Grazie e ancora complimenti a la P. Conley, che aspettiamo a nuove prove ma che con questo lavoro segna un punto molto importante delle sua evoluzione.
[8.10.24]
